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Termoli...la Perla del mediterraneo



La ginestra, Giacomo Leopardi

Qui su l'arida schiena

Del formidabil monte

Sterminator Vesevo,

La qual null'altro allegra arbor né fiore,

Tuoi cespi solitari intorno spargi,

Odorata ginestra,

Contenta dei deserti. Anco ti vidi

De' tuoi steli abbellir l'erme contrade

Che cingon la cittade

La qual fu donna de' mortali un tempo,

E del perduto impero

Par che col grave e taciturno aspetto

Faccian fede e ricordo al passeggero.

Or ti riveggo in questo suol, di tristi

Lochi e dal mondo abbandonati amante,

E d'afflitte fortune ognor compagna.

Questi campi cosparsi

Di ceneri infeconde, e ricoperti

Dell'impietrata lava,

Che sotto i passi al peregrin risona;

Dove s'annida e si contorce al sole

La serpe, e dove al noto

Cavernoso covil torna il coniglio;

Fur liete ville e colti,

E biondeggiàr di spiche, e risonaro

Di muggito d'armenti;

Fur giardini e palagi,

Agli ozi de' potenti

Gradito ospizio; e fur città famose

Che coi torrenti suoi l'altero monte

Dall'ignea bocca fulminando oppresse

Con gli abitanti insieme. Or tutto intorno

Una ruina involve,

Dove tu siedi, o fior gentile, e quasi

I danni altrui commiserando, al cielo

Di dolcissimo odor mandi un profumo,

Che il deserto consola. A queste piagge

Venga colui che d'esaltar con lode

Il nostro stato ha in uso, e vegga quanto

È il gener nostro in cura

All'amante natura. E la possanza

Qui con giusta misura

Anco estimar potrà dell'uman seme,

Cui la dura nutrice, ov'ei men teme,

Con lieve moto in un momento annulla

In parte, e può con moti

Poco men lievi ancor subitamente

Annichilare in tutto.

Dipinte in queste rive

Son dell'umana gente

Le magnifiche sorti e progressive .

Qui mira e qui ti specchia,

Secol superbo e sciocco,

Che il calle insino allora

Dal risorto pensier segnato innanti

Abbandonasti, e volti addietro i passi,

Del ritornar ti vanti,

E procedere il chiami.

Al tuo pargoleggiar gl'ingegni tutti,

Di cui lor sorte rea padre ti fece,

Vanno adulando, ancora

Ch'a ludibrio talora

T'abbian fra sé. Non io

Con tal vergogna scenderò sotterra;

Ma il disprezzo piuttosto che si serra

Di te nel petto mio,

Mostrato avrò quanto si possa aperto:

Ben ch'io sappia che obblio

Preme chi troppo all'età propria increbbe.

Di questo mal, che teco

Mi fia comune, assai finor mi rido.

Libertà vai sognando, e servo a un tempo

Vuoi di novo il pensiero,

Sol per cui risorgemmo

Della barbarie in parte, e per cui solo

Si cresce in civiltà, che sola in meglio

Guida i pubblici fati.

Così ti spiacque il vero

Dell'aspra sorte e del depresso loco

Che natura ci diè. Per questo il tergo

Vigliaccamente rivolgesti al lume

Che il fe' palese: e, fuggitivo, appelli

Vil chi lui segue, e solo

Magnanimo colui

Che sé schernendo o gli altri, astuto o folle,

Fin sopra gli astri il mortal grado estolle.

Uom di povero stato e membra inferme

Che sia dell'alma generoso ed alto,

Non chiama sé né stima

Ricco d'or né gagliardo,

E di splendida vita o di valente

Persona infra la gente

Non fa risibil mostra;

Ma sé di forza e di tesor mendico

Lascia parer senza vergogna, e noma

Parlando, apertamente, e di sue cose

Fa stima al vero uguale.

Magnanimo animale

Non credo io già, ma stolto,

Quel che nato a perir, nutrito in pene,

Dice, a goder son fatto,

E di fetido orgoglio

Empie le carte, eccelsi fati e nove

Felicità, quali il ciel tutto ignora,

Non pur quest'orbe, promettendo in terra

A popoli che un'onda

Di mar commosso, un fiato

D'aura maligna, un sotterraneo crollo

Distrugge sì, che avanza

A gran pena di lor la rimembranza.

Nobil natura è quella

Che a sollevar s'ardisce

Gli occhi mortali incontra

Al comun fato, e che con franca lingua,

Nulla al ver detraendo,

Confessa il mal che ci fu dato in sorte,

E il basso stato e frale;

Quella che grande e forte

Mostra sé nel soffrir, né gli odii e l'ire

Fraterne, ancor più gravi

D'ogni altro danno, accresce

Alle miserie sue, l'uomo incolpando

Del suo dolor, ma dà la colpa a quella

Che veramente è rea, che de' mortali

Madre è di parto e di voler matrigna.

Costei chiama inimica; e incontro a questa

Congiunta esser pensando,

Siccome è il vero, ed ordinata in pria

L'umana compagnia,

Tutti fra sé confederati estima

Gli uomini, e tutti abbraccia

Con vero amor, porgendo

Valida e pronta ed aspettando aita

Negli alterni perigli e nelle angosce

Della guerra comune. Ed alle offese

Dell'uomo armar la destra, e laccio porre

Al vicino ed inciampo,

Stolto crede così qual fora in campo

Cinto d'oste contraria, in sul più vivo

Incalzar degli assalti,

Gl'inimici obbliando, acerbe gare

Imprender con gli amici,

E sparger fuga e fulminar col brando

Infra i propri guerrieri.

Così fatti pensieri

Quando fien, come fur, palesi al volgo,

E quell'orror che primo

Contra l'empia natura

Strinse i mortali in social catena,

Fia ricondotto in parte

Da verace saper, l'onesto e il retto

Conversar cittadino,

E giustizia e pietade, altra radice

Avranno allor che non superbe fole,

Ove fondata probità del volgo

Così star suole in piede

Quale star può quel ch'ha in error la sede.

Sovente in queste rive,

Che, desolate, a bruno

Veste il flutto indurato, e par che ondeggi,

Seggo la notte; e su la mesta landa

In purissimo azzurro

Veggo dall'alto fiammeggiar le stelle,

Cui di lontan fa specchio

Il mare, e tutto di scintille in giro

Per lo vòto seren brillare il mondo.

E poi che gli occhi a quelle luci appunto,

Ch'a lor sembrano un punto,

E sono immense, in guisa

Che un punto a petto a lor son terra e mare

Veracemente; a cui

L'uomo non pur, ma questo

Globo ove l'uomo è nulla,

Sconosciuto è del tutto; e quando miro

Quegli ancor più senz'alcun fin remoti

Nodi quasi di stelle,

Ch'a noi paion qual nebbia, a cui non l'uomo

E non la terra sol, ma tutte in uno,

Del numero infinite e della mole,

Con l'aureo sole insiem, le nostre stelle

O sono ignote, o così paion come

Essi alla terra, un punto

Di luce nebulosa; al pensier mio

Che sembri allora, o prole

Dell'uomo? E rimembrando

Il tuo stato quaggiù, di cui fa segno

Il suol ch'io premo; e poi dall'altra parte,

Che te signora e fine

Credi tu data al Tutto, e quante volte

Favoleggiar ti piacque, in questo oscuro

Granel di sabbia, il qual di terra ha nome,

Per tua cagion, dell'universe cose

Scender gli autori, e conversar sovente

Co' tuoi piacevolmente, e che i derisi

Sogni rinnovellando, ai saggi insulta

Fin la presente età, che in conoscenza

Ed in civil costume

Sembra tutte avanzar; qual moto allora,

Mortal prole infelice, o qual pensiero

Verso te finalmente il cor m'assale?

Non so se il riso o la pietà prevale.

Come d'arbor cadendo un picciol pomo,

Cui là nel tardo autunno

Maturità senz'altra forza atterra,

D'un popol di formiche i dolci alberghi,

Cavati in molle gleba

Con gran lavoro, e l'opre

E le ricchezze che adunate a prova

Con lungo affaticar l'assidua gente

Avea provvidamente al tempo estivo,

Schiaccia, diserta e copre

In un punto; così d'alto piombando,

Dall'utero tonante

Scagliata al ciel profondo,

Di ceneri e di pomici e di sassi

Notte e ruina, infusa

Di bollenti ruscelli

O pel montano fianco

Furiosa tra l'erba

Di liquefatti massi

E di metalli e d'infocata arena

Scendendo immensa piena,

Le cittadi che il mar là su l'estremo

Lido aspergea, confuse

E infranse e ricoperse

In pochi istanti: onde su quelle or pasce

La capra, e città nove

Sorgon dall'altra banda, a cui sgabello

Son le sepolte, e le prostrate mura

L'arduo monte al suo piè quasi calpesta.

Non ha natura al seme

Dell'uom più stima o cura

Che alla formica: e se più rara in quello

Che nell'altra è la strage,

Non avvien ciò d'altronde

Fuor che l'uom sue prosapie ha men feconde.

Ben mille ed ottocento

Anni varcàr poi che spariro, oppressi

Dall'ignea forza, i popolati seggi,

E il villanello intento

Ai vigneti, che a stento in questi campi

Nutre la morta zolla e incenerita,

Ancor leva lo sguardo

Sospettoso alla vetta

Fatal, che nulla mai fatta più mite

Ancor siede tremenda, ancor minaccia

A lui strage ed ai figli ed agli averi

Lor poverelli. E spesso

Il meschino in sul tetto

Dell'ostel villereccio, alla vagante

Aura giacendo tutta notte insonne,

E balzando più volte, esplora il corso

Del temuto bollor, che si riversa

Dall'inesausto grembo

Su l'arenoso dorso, a cui riluce

Di Capri la marina

E di Napoli il porto e Mergellina.

E se appressar lo vede, o se nel cupo

Del domestico pozzo ode mai l'acqua

Fervendo gorgogliar, desta i figliuoli,

Desta la moglie in fretta, e via, con quanto

Di lor cose rapir posson, fuggendo,

Vede lontan l'usato

Suo nido, e il picciol campo,

Che gli fu dalla fame unico schermo,

Preda al flutto rovente,

Che crepitando giunge, e inesorato

Durabilmente sovra quei si spiega.

Torna al celeste raggio

Dopo l'antica obblivion l'estinta

Pompei, come sepolto

Scheletro, cui di terra

Avarizia o pietà rende all'aperto;

E dal deserto foro

Diritto infra le file

Dei mozzi colonnati il peregrino

Lunge contempla il bipartito giogo

E la cresta fumante,

Che alla sparsa ruina ancor minaccia.

E nell'orror della secreta notte

Per li vacui teatri,

Per li templi deformi e per le rotte

Case, ove i parti il pipistrello asconde,

Come sinistra face

Che per vòti palagi atra s'aggiri,

Corre il baglior della funerea lava,

Che di lontan per l'ombre

Rosseggia e i lochi intorno intorno tinge.

Così, dell'uomo ignara e dell'etadi

Ch'ei chiama antiche, e del seguir che fanno

Dopo gli avi i nepoti,

Sta natura ognor verde, anzi procede

Per sì lungo cammino

Che sembra star. Caggiono i regni intanto,

Passan genti e linguaggi: ella nol vede:

E l'uom d'eternità s'arroga il vanto.

E tu, lenta ginestra,

Che di selve odorate

Queste campagne dispogliate adorni,

Anche tu presto alla crudel possanza

Soccomberai del sotterraneo foco,

Che ritornando al loco

Già noto, stenderà l'avaro lembo

Su tue molli foreste. E piegherai

Sotto il fascio mortal non renitente

Il tuo capo innocente:

Ma non piegato insino allora indarno

Codardamente supplicando innanzi

Al futuro oppressor; ma non eretto

Con forsennato orgoglio inver le stelle,

Né sul deserto, dove

E la sede e i natali

Non per voler ma per fortuna avesti;

Ma più saggia, ma tanto

Meno inferma dell'uom, quanto le frali

Tue stirpi non credesti

O dal fato o da te fatte immortali.





 

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11 aprile 2007

caro amico ti scrivo

certo che è proprio da stupidi....persa come non mai...e ora di nuovo amici....




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30 marzo 2007


Parlando papale papale..non c'ho più voglia di fare niente...
E sto malissimo raga...veramente male...
e il bello è che non posso neppure farci niente........................................................
Ho passato due giorni da quasi favola...e ora mi trovo a brancolare nel buio....
è così difficle dimenticarsi...perdonare...far finta di essere amici...............................e il bello è che è stato tutto un mio film.....e un suo film........
un film bello fintanto è durato........e poi si è trasformato in un incubo.....
e io  non so più che fare...............................................................................................
Al cuor non si comanda.....
Speriamo almeno passi..................




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11 febbraio 2007


Mercoledì pomeriggio è arrivato a Firenze un mio amico olandese....si chiama Frodo e ha 17 anni....
E' venuto con tre sue amiche molto simpatiche dai nomi un po' strani...Anniek, Annike e Kim e qualcosa (non li ho capiti molto bene...).
Ho conosciuto Frodo ad una gara di greco antico l' anno scorso e siamo sempre rimasti in contatto! così ho saputo un paio di settimane fa che sarebbe venuto in italia e ci siamo organizzati....nonostante abbia un esame tra tre giorni... Comunque venerdì li ho portati tutti e quattro a Siena (che lui aveva già visto tre anni fa con i suoi genitori) a fare un mini tour (non che poi a Siena ci sia tanto da vedere).... Gli ho fatto conoscere anche un paio di miei amici dell' università! e ci siamo divertiti molto! Come la maggior parte dei turisti conoscono Siena meglio di noi toscani! ma si sa quando si va in una città nuova e lontana si cerca di ottenere quante più informazioni possibili (basti pensare che io conosco meglio Parigi di Firenze! non che me ne vanti...)! Abbiamo passato una giornata fantastica (nonostante la pioggia), che si è conclusa con una lauta cena a casa mia! Gli ho fatto conoscere i mei genitori e mia sorella (anche il mio cagnolino che stranamente non ha abbaiato) e sono stati da me per un paio d'ore...poi avevano il treno e se ne sono andati...purtroppo! Sono dei ragazzi fantastici: pensate che Frodo è già all' università e queste tre ragazze, nonostante siano solo quattro mesi che studiano l' italiano, sanno paralre e capire perfettamente la nostra lingua! Mentre eravamo a tavola abbiamo parlato delle abitudini olandesi... In Olanda i ragazzi a 18 anni vengono "buttati" fuori di casa e diventano indipendenti... i miei si sono meravigliati (e hanno aggiunto che se io e mia sorella andassimo via di casa ne soffrirebbero tantissimo...per loro dovremmo stare sempre attaccati alle gonne della mamma! ma credo che sia un po' l' idea di tutti i genitori italiani...). Io francamente non so se sia un bene o un male.... uscire di casa a 18 anni... Però ho chiesto loro cosa ne pensassero dellla mia famiglia...Mi hanno risposto che sono fortunata (lo so anche da me) e che anche loro, quando e se avranno figli, sperano di avere dei genitori come i miei!





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5 febbraio 2007

...

Io non so veramente cosa pensare...non ci sono parole che esprimono il dolore, la rabbia...e l' impotenza di fronte all' accaduto di venerdì scorso....forse è proprio il silenzio il miglior commento...a volte un oceano di parole e frasi esprimono meno di qualche puntino di sospensione....




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28 gennaio 2007

Un bel fine settimana

L' avete presente quando ti sembra di toccare il cielo con un dito??? Beh...finalmente l' ho provato! Sono stati due giorni fantastici sotto ttti i punti di vista, anche se stancanti! Venerdì avrò perso due chili prima dell' orale di matematica...comunque alla fine ne è valsa la pena! Ho preso 30!!!! ma ci pensate che soddisfazione?! Poi 28 ad economia aziendale...ma la cosa più bella è stata ieri sera! Sono uscita con una mia amica e due suoi amici e ci siamo divertiti un casino! Siamo stati a cena fuori...non so se si può chiamare proprio un appuntamento...insomma vi racconto un po' com' è andata. Tutto è iniziato un mese fa quando io e questa mia amica dopo un compleanno abbiamo deciso di raggiungere un suo amico in una discoteca vicino a Pisa...C'erano anche altri ragazzi ma bisogna dire che questi due sono proprio interessanti...A parte il fatto che sono parecchio carini..ma io non è poi poi che guardi tanto la bellezza...Il fatto è che sono anche intelligenti e simpatici! insomma ... fatto sta che quella sera di Dicembre sono tornata a casa alle 8.30 di mattina dopo un'ora di sonno...i miei un po' incazzati però...vabbè anche loro avranno fatto qualche cavolata da giovani...poi sanno che con persone di cui non mi fido granchè non ci sto mai e dunque credo se ne siano fatta una ragione! comunque io ero proprio contenta e speravo di rivederli prima o poi, anche se credevo di non aver fatto un' ottima impressione...purtroppo ho il difetto di parlare troppo...e di fare troppe citazioni classiche e di intervenire su quasi tutti i discorsi perchè...boh, non lo so neppure io ma mi interessa tutto e dunque parlo e parlo e parlo... vabbè, torniamo alla mia storia. Una settimana fa la mia amica mi dice che quel suo amico l' aveva chiamata e la aveva chiesto se si poteva uscire tutti e quattro una sera... Ovviamente abbiamo detto di sì anche se credevamo si trattasse solo di andare a ballare o di andare in un pub...ma ci hanno chiesto se si andava a prendere una pizza insieme e...siamo andate! Ci siamo ritrovati verso le 20 e dopo i saluti abbiamo preso un' unica macchina e ci siamo diretti a Marina di Pisa dove c' è una buona pizzeria che però era chiusa...dunque siamo andati in un ristorante vicino al molo e si è mangiato veramente fino a scoppiare...e per dirlo io che generalmente mangio tantissimo... insomma tra primo, una pizza intere e dolce si sono fatte le peggio risate (e figure con il resto dei clienti! e col cameriere) e siamo uscite che era Mezzanotte... siamo ristati un po' in macchiana a decidere dove andare e poi siamo andati in un bar a Viareggio a prenderci un caffè...per digerire! Il posto parecchio carino con musica dal vivo e un arredamento molto da marinaio..tavoli di legno, candele dentro vasi di vetro...un cameriere che era tutto un programma (l' abbiamo soprannominato Baldassarre!). Insomma poi si sono commentati gli yatch  che erano davanti alla nostra macchina e siamo stati un' altra ora ad ascoltare in auto la musica e a chiaccherare di ex...un po' brutta come cosa, lo so, però siamo entrati nel discorso (o meglio ci sono entrati loro) e una chiacchera tira l' altra...poi siamo ritornati a casa e siamo ristati un' altra ora a ciabattare del più o del meno...a parte una ventina di secondi di sielenzio imbarazzanti verso la fine..ci siamo proprio divertiti! Poi ci siamo salutati e io sono rimasta a dormire fuori dalla mia amica...ovviamente non è che abbiamo dormito ma s'è chiaccherato un paio d' ore e poi siamo andate a letto verso le 6.30...ci siamo svegliate due ore dopo e... boh, poi è rinizata la giornata. La domanda che ci siamo fatte è "perchè non ci hanno chiesto i numeri di cellulare?" A parte il fatto che la mia amica e il suo amico ce l' hanno...però è stato strano...voglio dire dopo che hai riso per tutta la sera e ti sei divertito (perchè si vedeva che si divertivano anche loro visto che siamo stati insieme fino alle 4.3 del mattino!) almeno chiedere l' altro amico i nostri numeri di cellulare..o l' amico della mia amica a me...potevano farlo...speriamo sia stata solo una dimenticanza... anche perchè siamo veramente stati beni e sono convinta che almeno una bella amicizia potrebbe nascere!




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22 gennaio 2007


Scrivo con il colore verde...verde speranza...così come lo sono i miei pensieri! Oggi è stato proprio un giorno "miracolato"...oltre a ricevere un sms che non mi aspettavo...ho avuto anche una bella sorpresa a matematica!!!!Ho preso 26 allo scritto...il che non è affatto male visto che 1/6 sono bocciati e ci sono stati solo due 28!! e poi oh...ho fatto il classico!!! Ovviamente come contropartita ho dato l' esame di economia aziendale che, ahimè, non credo di aver fatto proprio benissimo...comunque venerdì vedremo!
PS per Diletta: adesso vado da Riccardo e gli dico: "vede professore chi se lo meritava il 10 a matematica?" :-)




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21 gennaio 2007

Qualcosa è cambiato

E' strano pernsare come nella vita...anzi come nel giro di pochi mesi..giorni..i rappporti più stabili su cui pensi di poter contare per il resto della tua esistenza si dissolvano...non riesci a spiegarti il perchè...e ci soffri.




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18 gennaio 2007


Ce l'ho fatta!!!!Ho dato l' esame di matematica generale e...corna e ferro...credo anche di essere passata con più di 18\30!!! Sono troppo contenta! Ora solo altri tre esami!

 




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15 gennaio 2007

A casa...per un po'

Sono qui con mia sorella...mezza influenzata...e probabilmente mi attaccherà la frebbe..ma tranquilli perchè via Internet non si diffonde (battuta di Laura)! Io invece rischio di non andare all' esame di Economia Aziendale...o di Matematica...ma tanto, mi dico, risparmierei al professore di bocciarmi! Comunque, scherzi a parte, cosa ne pensate dell' inizio di questo 2007?




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11 novembre 2006

Montalcini e Finanziaria

Quando una donna come Rita Levi Montalcini parla, tutto si ferma e tutti ragionano. E' il grande vantaggio che hanno i personaggi più in vista, più importanti, più cari agli italiani (chi non prova simpatia per la Montalcini?), ai quali basta una parola per farsi ascoltare. Non c' è bisogno di grandi manifestazioni, nè di grandi conferenze e neppure di una serata a Porta a Porta (anche se probabilmente stasera o nei prossimi giorni ne discuterà) per cercare di catturare l' attenzione del pubblico. Basta lei. E come darle torto? Si, insomma, qualsiasi studente, qualsiasi uomo o donna con un po' di cultura le dà ragione...I fondi alla cultura? Non si devono tagliare, non si possono diminuire. Neppure in un periodo di crisi economica. La ricerca è la base da cui può ripartire l' economia italiana. E' mai possibile che un Paese come il nostro, in cui sono vissuti i più grandi geni di tutti i tempi, i più grandi artisti, i più grandi pensatori debba adesso essere privato di nuovi cervelli che preferiscono andare a lavorare fuori patria, o meglio che sono costretti ad andare fuori dall' Italia? L' italia ha questo grande problema...Mancano i finanziamenti...tutto si deve fermare. Tanto chi ci rimette siamo sempre noi. Come è possibile non capire che è proprio grazie alla ricerca, al continuo innovamento che il progresso può andare avanti? E' una catena...senza la ricerca non ci sono scoperte, senza scoperte non c' è innovazione, senza innovazione tutto muore e il progresso si arresta... D' altronde come si può dar torto a chi, come i neolaureati, preferisce andare a lavorare all' estero, a mettere la propria intelligenza al servizio di scoperte che nascono al di fuori dell' Italia? Gli viene offerto di più. Fai una cosa che ti piace, ti pagano bene e hai tutte le attrezzature. Qui se ti va bene prendi un dottorato di ricerca, guadagli una miseria, hai strumenti non adatti a determinati esperimenti perchè ormai vecchi, superati. E questo nelle migliori delle ipotesi. Nei casi peggiori ti ritrovi a fare la commessa o la donna delle pulizie... Insomma, i soldi vanno trovati... Cerchiamo semmai di non buttar via i soldi...cerchiamo di ridurre semmai le spese attraverso un maggiore controllo sui dipendenti statali... Ci sono istituzioni che hanno migliaia di dipendenti che non fanno un ***** dalla mattina alla sera e che tuttavia stanno lì, aspettando il 27 per prendersi soldi che non meritano... soldi non sudati...sono tanti, troppi. Meglio un cattivo dipendente o un buon ricercatore?




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4 novembre 2006

La fine è il mio inizio

Dopo più di un mese torno finalmente a scrivere sul mio blog! Volevo esprimere un mio giudizio sull' ultimo libro di Tiziano Terzani...non so se qualcuno di voi lo ha già letto...io sono appena arrivata ad un centinaio di pagine dalla fine e devo dire che, nonostante non avessi mai letto niente di lui, credo che non sia azzardato dire che è stato certo una delle personalità più interessanti di cui sono venuta a conoscenza in questi anni. Il modo di scrivere, di raccontare...ogni frase, ogni parola ti porta in una realtà diversa...è incredibile come quest' uomo sia riuscito a fare tutte le esperienze  raccontate in "La fine è il mio inizio". Non è un libro qualsiasi...non è solo la biografia di un uomo in punto di morte...c'è di più. E' la storia degli ultimi sessant' anni, le scoperte di nuovi mondi, ormai estinti o quasi, che Terzani ha visto con occhi critici, ma insieme ingenui...come quelli di un bambino di fronte ad una cosa che vede per la prima volta. Ogni capitolo è come un microcosmo in cui sprofondi, distaccandoti da tutto il resto...Certo, direte voi, ogni libro ti aiuta ad evadere dalla tua realtà...ma credetemi, pochi sono stati i libri che mi hanno aperto gli occhi come questo...e credetemi quando vi dico che negli ultimi cinque anni ho letto tanti e tanti libri, di generi diversi. Insomma...volevo semplicemente dire che, anche se la bellezza di un libro la giudichi solo quando hai finito di leggerlo, questo libro di Tiziano Terzani è un patrimonio di conoscenza, è un diario di una vita vissuta appieno e che, credo, ognuno dovrebbe almeno sfogliare.




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1 settembre 2006

il mio futuro

Dopo circa 36 ore di riflessioni...sono arrivata ad una conclusione! Mia sorella Laura, che ha un blog anche lei, mi conosce meglio di qualsiasi altra persona...anche dei miei genitori con cui ho, fortunatamente, un rapporto bellissimo! Ebbene stamattina, dopo aver fatto un' oretta di test di fisica e matematica, mi sono chiesta se volevo passare i prossimi cinque o sei anni della mia giovinezza dietro a dei numeri e delle formule... disegnare mi piace, arredare anche, e tantissimo, ma quando ho una rivista come Archeo in casa, non riesco a pensare ad altro che a leggerla... nelle mie vene scorre il sangue di una giovane ragazza che ama il mondo dei classici e la cui vera passione è lo scavo...e l' archeologia! E' bene seguire i propri sogni e se poi non si realizzano, almeno non avrò il rimpianto di non averci provato... carpe diem!




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31 agosto 2006

Archeologia

Ciao, è il primo commento che scrivo e volevo chiedere alcuni pareri. Mi chiamo Elena e ho appena finito il liceo classico e adesso mi trovo davanti alla scelta universitaria... non so dove iscrivermi! il mio sogno sin dalle elementari è diventare archeologa, ma poichè mi piace anche disegnare e nel tempo libero o dipingo o invento interni di abitazione e oggetti di design, avevo pensato di fare architettura (una materia che mi attira molto)... ora la domanda...visto che sono già iscritta ad un' associazione archeologica,scavo e restauro anche senza una laurea in archeologia, conviene che prenda una laurea in architettura che mi faciliti nel mondo del lavoro o invece laurearmi in archeologia, sconsigliatami anche da alcuni miei amici archeologi, che dopo quattro o dieci anni da quando si sono laureati, ancora non hanno trovato lavoro?  




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